Su una nave-ospedale. Viaggio forzato di circumnavigazione dell'Africa dall'Oceano Indiano all'Atlantico fino al Mare Mediterraneo
 
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Tra le pagine
e le righe

 
A via Santa Lucia

L’alloggio che mio padre era riuscito ad ottenere finalmente in assegnazione dopo molte vicissitudini, faceva parte di quelli requisiti per i profughi “senzatetto” e si trovava in un vecchio palazzo di Santa Lucia che, più di ogni altro quartiere di Napoli, per la presenza di importanti comandi alleati e la vicinanza al porto, era stato interamente invaso dalle truppe di occupazione.
 
Terra fiorita

  
Mi fece scoprire il piacere di dissetarmi a volontà con l’acqua che sgorgava dai massi ricoperti di muschio, in una piccola radura, ai piedi del paese, spiegandomi che proprio per quella preziosa sorgente perenne, la contrada era stata chiamata da tempo immemorabile “Fontana Bona”.

 
Asmara

   Sotto quella tettoia, al riparo dal sole mi sembra di scorgere mia madre, con i riccioli dei suoi capelli rossi che spuntavano dalle falde di un cappello di paglia e la giacca di lino bianco. Asmara, mi aveva spiegato era stata per secoli un piccolo villaggio abissino formato da pochi tucul di fango e paglia, chiamato Azmará, che in tigrino significa bosco fiorito e le sue case erano sorte, lungo una millenaria carovaniera dell’incenso, proprio dove - mi diceva compiaciuta - per tutto l’anno è sempre primavera.

 
 
 

 
    
DIETRO LE QUINTE
         

  

ASMARA (ERITREA)
Il monte Nefasit e il Monastero copto di Debra Bizen

          
   

RUOTI (PZ)

Ieri ed oggi

         
       

ARCIPELAGO DELLE DHALAK
L'Isola di Dilthey all'alba


         
   

NAPOLI '44

La Prefettura segnata dai bombardamenti

         

 
I NUMERI DELLA TRAVERSATA


--> 12.000 miglia marine percorse
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