Tra le pagine e le righe
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A via Santa Lucia |

L’alloggio che mio padre era riuscito ad ottenere finalmente in
assegnazione dopo molte vicissitudini, faceva parte di quelli
requisiti per i profughi “senzatetto” e si trovava in un vecchio
palazzo di Santa Lucia che, più di ogni altro quartiere di Napoli,
per la presenza di importanti comandi alleati e la vicinanza al
porto, era stato interamente invaso dalle truppe di occupazione.
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Terra fiorita |
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Mi fece scoprire il piacere di dissetarmi a volontà con l’acqua che
sgorgava dai massi ricoperti di muschio, in una piccola radura, ai
piedi del paese, spiegandomi che proprio per quella preziosa
sorgente perenne, la contrada era stata chiamata da tempo
immemorabile “Fontana Bona”.
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Asmara |
Sotto quella tettoia, al riparo dal sole mi sembra di scorgere mia
madre, con i riccioli dei suoi capelli rossi che spuntavano dalle
falde di un cappello di paglia e la giacca di lino bianco. Asmara,
mi aveva spiegato era stata per secoli un piccolo villaggio
abissino formato da pochi tucul di fango e paglia, chiamato
Azmará, che in tigrino significa bosco fiorito e le sue case erano
sorte, lungo una millenaria carovaniera dell’incenso, proprio dove
- mi diceva compiaciuta - per tutto l’anno è sempre primavera.
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DIETRO LE QUINTE
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I NUMERI DELLA TRAVERSATA |
--> 12.000 miglia marine percorse
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