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| Su una nave-ospedale. Viaggio forzato di circumnavigazione dell'Africa dall'Oceano Indiano all'Atlantico fino al Mare Mediterraneo | |
| Il Sannio 11/12/2008 | |
| Pontelandolfo 8 Dicembre 2008 | |
| ‘Asmara Napoli’, l’opera letteraria di Gerardo Maria Cantore |
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Il libro è stato presentato nella sala consiliare. ‘Quaderno di cronaca e memorie’ di una lunga circumnavigazione nel continente Africa nel lontano 1943... |
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![]() Una serata di festa all’insegna della cultura ha coinvolto di autentica emozione i numerosi pontelandolfesi, che lunedì scorso hanno gremito la sala consiliare del Comune in occasione della presentazione della eccezionale opera letteraria “Asmara Napoli - Cronaca di una piccola Odissea” di Gerardo Maria Cantore, autore e protagonista di questo “quaderno di cronaca e memorie”, perché uno dei tre bambini che affrontarono la lunga circumnavigazione intorno al continente Africa nel lontano 1943 era lui.
All’incontro con l’autore sono intervenuti Giovanni Fuccio, presidente dell’Associazione della Stampa del Sannio, Natalino Paone, presidente del Consorzio Universitario del Molise, Carlo Falato, assessore alla Cultura della Provincia di Benevento, Alfredo Profeta della Imprint Profeta s.a.s. editore del libro, tutte personalità di spicco nel mondo della cultura, per una magica sera graditi ospiti del sindaco, padrone di casa, Cosimo Testa.
La suadente voce di una bellissima Marilena Calabrese ha inondato di trascinante pathos la platea, attraverso la lettura accattivante di alcuni brani significativi del volume, accompagnata dalle note meravigliose del Quartetto d’archi Sirio.
“Asmara Napoli”, il diario del sogno infranto di una delle duecentomila famiglie rimpatriate, è un viaggio straordinario intorno all’Africa, “tra lampi e scorie di guerra”, della nave Giulio Cesare della croce rossa che il 12 luglio 1943 salpa da Asmara per portare in Italia in esodo forzato i profughi d’Africa. Tra gli italiani costretti alla deportazione c’è la famiglia Cantore del piccolo Gerardo Maria, orfana del padre trattenuto in Eritrea dai britannici in un campo di concentramento.
Per motivi di sicurezza invece di attraversare lo Stretto di Suez per il breve tragitto che porta in Italia, la nave Giulio Cesare fa rotta verso sud. La traversata è lunghissima e massacrante attraverso tutto il Mar Rosso, l’Oceano Indiano, Capo di Buona Speranza, l’Atlantico, lo Stretto di Gibilterra, per raggiungere finalmente il mediterraneo, compiendo per intero il periplo dell’Africa. Sono cinquantadue giorni di sofferenze e di speranze per gli italiani a bordo, che con un nodo alla gola sono stati costretti ad abbandonare la terra d’Africa, che in quegli anni rappresentava il sogno di tanti.
L’esodo forzato della famiglia Cantore, dopo l’approdo al porto di Taranto, prosegue per ferrovia in un carro merci. Il piccolo manipolo, tre bimbi, guidato dalla forte, saggia e impavida madre, giunge a Ruoti, minuscolo paese arroccato sull’Appennino Lucano, che accoglie e protegge la famiglia di profughi, aumentata intanto di un’altra creatura portata in grembo a bordo della Giulio Cesare.
La “piccola Odissea” continua a Napoli, nella durissima realtà dell’immediato dopoguerra, con insidie e difficoltà pari quasi a quelle della prima parte.
L’opera letteraria di Gerardo Maria Cantore si impone per la straordinaria concretezza storica, per l’arte di vivere con la diversità, per la vivacità narrativa, per la lettura agevole e per la sintesi finale breve, che coinvolgono il lettore fino all’ultima pagina.
Nel libro la storia dei Cantore diventa la storia della gente, la storia autenticata di tutti quegli uomini veri che con il duro lavoro delle braccia, lontano dalla patria natia, hanno contribuito alla conquista della tanto agognata libertà di cui oggi tutti noi godiamo.
È stata una serata, dunque, di palpitante emozione e dai toni culturali altissimi, vissuta attraverso un percorso di interesse storico che ha, sicuramente, onorato la municipalità del centro sannita, sempre più polo di attrazione culturale della provincia beneventana.
Gerardo Maria Cantore, magistrato, poi avvocato, è stato coperto di complimenti e di riconoscimenti piovuti da ogni parte, ma soprattutto è stato letteralmente subissato dall’affetto smisurato che la sua Pontelandolfo nutre per lui. |
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