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Eleonora Puntillo
ESAURITA LA PRIMA EDIZIONE
Davvero raro che la prima edizione di un libro si esaurisca in un batter d’occhio. Gli editori Alfredo Profeta e Laura Lambiase (“Imprint Edizioni”) hanno dato il via alla ristampa di “Asmara Napoli”, la cronaca di una piccola odissea dovuta a Gerardo Maria Cantore. Odissea che l’autore (noto avvocato, già a lungo magistrato a Napoli) ha vissuto da ragazzino nel 1943, quando la famiglia dovette lasciare l’Etiopia occupata dagli inglesi, e fare ritorno in Italia sulla “Giulio Cesare”, transatlantico dipinto di bianco e con le grandi croci rosse sulle fiancate.
Dev’essere per il fascino che esercitano i viaggi ben raccontati con efficace semplicità – in questo caso il forzato periplo dell’Africa essendo il canale di Suez bloccato – e anche la ricorrente voglia di capire perché la presenza coloniale italiana in Eritrea (iniziata nel 1885) abbia lasciato tracce così decisamente diverse rispetto alle vicine Etiopia e Somalia, e alla Libia. Merito sicuramente non dei militari, bensì dei parecchi civili italiani che se ne andarono in quella parte dell’Africa sognando di contribuire a farne un mondo migliore rispetto alla patria. Il che, prima e durante il fascismo, significava qualcosa di positivo. Di quei parecchi faceva parte il padre dell’autore, che da dirigente della Sanità aveva organizzato vaccinazioni di massa, istituito presidii sanitari e veterinari (contro i secolari flagelli della peste bovina ed equina) e costruito un lebbrosario. Pur sapendolo antifascista, gli inglesi non gli risparmiarono la requisizione della casa e la separazione dalla moglie (incinta) e dai tre figli piccoli, prima rinchiusi per un anno in un campo di smistamento circondato da un reticolato, poi imbarcati con non più di venti chili di bagaglio. Un territorio italiano che procede per sei settimane in mezzo agli oceani indiano e atlantico, e sul quale avvengono nascite, morti, amori, amicizie, matrimoni, e dove arriva l’eco di notizie catastrofiche, del disastro in cui il fascismo aveva precipitato l’Italia.
Ma al fascino di un libro del genere (270 pagine, 22 €) sta anche nel modo in cui la storia è impaginata, per parole e immagini che si ritrovano come in una sequenza cinematografica, documentando anche visivamente la follia di un regime che pretendeva di far la guerra con gli aerei dalle ali di tela e carri armati di latta, e mostrando poi Napoli mediante particolari rivelatori, come la rada affollata dal naviglio militare alleato. Sembra la sceneggiatura di una fiction televisiva (e la Rai potrebbe approfittarne…!).In occasione della presentazione nella sede del Premio Napoli, l’annuncio che il ricavato va alla costruzione di una scuola a Massaua ha suscitato un ulteriore applauso.
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